Pubblicato da: lauv83 | febbraio 21, 2013

C’ERA UNA VOLTA LONDRA… (riflessioni sul dinamismo quotidiano della capitale inglese)

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Quando mi viene chiesto “Vuoi rimanere a vivere a Londra?”, rispondo: “Non ne sono sicura, forse si… forse no…, forse un giorno cerchero’ un posto caldo, rilassante e con un mare da paura! ma non ci sara’ mai miglior punto di partenza di Londra! ”

Amici,

come tutte le storie che si rispettino bisogna cominciare dall’inizio e per questa tutto comincio’ a Londra: l’incontro dei due personaggi principali, la concezione dell’idea del viaggio,  la sua preparazione e tra pochi giorni la sua realizzazione.  Probabilmente le cose sarebbero andate diversamente senza Londra..

Qualche tempo fa mi e’ stato chiesto dalla redazione di Migra-tori di scrivere un pezzo riguardo la mia esperienza a Londra. Mi e’ stata data carta bianca sull’argomento con  il solo suggerimento di fare un confronto con l’Italia. Così ho deciso di scrivere riguardo al tema “la dinamicita’ di Londra” intesa come la sua capacita’ di agevolare i cambiamenti nella vita delle persone e la loro crescita personale, ovvimente ammesso’ che dette persone vogliano e cerchino il cambiamento. L’idea e’ nata  in quanto tra le tante cose di cui potrei parlare  in questa incredibile citta’, la sua dinamicita’ e’ cio’ che mi sorprende continuamente e che secondo me piu’ la differenzia dall’italia.

Innanzittutto mi presento brevissimamente anche per i lettori di Migra-tori: mi chiamo Laura, ventenne,  anche se ancora per poco, nata in un paesino in provincia di Venezia, ma trevigiana d’adozione avendo vissuto 6 anni significativi della mia vita nella bella Treviso dove ho conseguito la laurea in Giurisprudenza. Una settimana dopo la cerimonia,  laureata e squattrinata, mi sono trasferita a Londra per trascorrere i classici 3 mesi estivi (ammesso che’ mi sarebbero bastati i pochi risparmi che avevo) nel tentativo di migliorare la lingua.

Ed fu così che 3 anni e mezzo dopo mi ritovo ancora qui, nella capitale inglese, anche se in realtà ancora per poco, visto che tra 7 giorni parto per l’America Latina. Pero’ l’avventura oltreoceano è un’altra storia che potete seguire deventando lettori di questo blog (vedi perchè questo blog) o cliccando mi piace all’ omonima pagina Facebook.

Ritorniamo,  perciò, all’argomento primario di questo articolo. Perchè Londra avrebbe reso la mia vita così dinamica cosa che mi mancava forse in Italia?

Guardando indietro a questi 3 anni e mezzo, posso riassumerli nei seguenti numeri:

  • alloggi cambiati: 3
  • lavori cambiati:  8
  • studi effettuati: conseguito cerficato IELTS, conseguito certificato di Master post lauream
  • viaggi con destinazioni diverse effettuati: 13
  • fidanzati avuti: .. ok, magari questo e’ un po’ troppo personale e non rilevante ai nostri fini attuali;-)

Questi  numeri sono solo degli esempi tratti dalla mia vita personale a sostegno della mia tesi che la capitale inglese e’ decisamente piu’ dinamica delle  citta’ Italiane grandi e piccole  in generale.

Il mio discorso non e’ di tipo culturale. Non sto per parlarvi del solito luogo comune che  per cui noi italiani siamo “mammoni” ecc. Vi parlero’ invece di aspetti meramente pratici. Infatti, in questo periodo ho avuto modo di apprezzare la capacita’ dinamica londinese sotto ben 3 prospettive:

  1. facilita’ nel gestire la propria situazione abitativa
  2. facilita’ nel  lavorare
  3. facilita’ nel viaggiare

A Londra trovare/affittare/lasciare casa è un processo veloce. Per esempio, semplicemente mettendo un annuncio sul Gumtree,  uno dei tanti siti del settore, lo stesso giorno si possono ricevere un gran numero di risposte e dopo qualche visita si puo’ gia’ trovarsi a traslocare.

C’è decisamente meno burocreazia in questo settore: una situazione molto comune è la condivisione della casa. Per cui tecnicamente si affitta una stanza in un appartamento indipendentemente dagli altri inquilini con l’utilizzo congiunto delle parti comuni. Le condizioni contrattuali sono minime per molti di questi affitti per lo più con relazione diretta con il padrone di casa: è richiesto un deposito di due settimane che viene restituito una volta che l’inquilino lascia la stanza dando altrettante due settimane di preavviso.

Siamo di fronte a sutuazioni di flessibilità massima per cui si può trovare casa velocemente e altrettanto velocemente si può lasciarla quando si vuole cambiare. Io ho traslocato per  i  motivi piu’ diversi ma di solito il denominatore comune era la possibilità di migliorare la mia condizione abitativa. L’altra parte della medaglia, anche se non comune,  e’ che si puo’ venire messi alla porta altrettanto velocemente.

Approfitto comunque per segnalare che sono presenti anche le truffe nei siti come Gumtree, cioè appartamenti inesistenti, offerti solo per estorcere denaro attraverso agenzie come la Western Union. Sono comunque situazioni che si evitano facilmente, non trasferendo denaro in alcun modo e per alcun motivo prima di aver visionato fisicamente l’appartamento in questione e aver firmato un qualche tipo di accordo scritto. (Se avete domande al riguardo scrivetemi pure).

Se non avete dimestichezza con i privati, Londra pullula di agenzie immobiliari a cui rivolgersi e che normalmente propongono soluzioni più flessibili dei contratti triennali o quinquennali Italiani. E le commisioni richieste sono decisamente più basse.

Riguardo il secondo punto, “facilita’ nel lavorare”, voglio chiarire che mi riferisco a lavori così detti “entry level” ossia una varietà di ruoli in diversi settori (ristorazione, turismo, online marketing, vendita al dettaglio…) con mansioni basilari, salari minimi o superiori ma che ti permettono di stabilirti inizialmente, rispolverare l’inglese, imparare nuove abilità che potrebberò essere usate anche  in altri ruoli e magari anche fare carriera se ti interessa.

Non intendo certo dire  che alla faccia di tutta la crisi economica internazionale,  Londra e’ un’isola felice. Al contrario, più si cresce nelle aspettative più c’è competizione e quindi più il candidato deve essere qualificato e tenace per venire selezionato. E io ne so qualcosa;  infatti sin dallo scorso settembre sono alla ricerca di un lavoro che mi permetta di utilizzare il master in Comunicazione aquisito in una prestigiosa università Londinese ma senza risultati per ora.

Sostengo, invece, che se una persona è disposta a lavorare sodo partendo dal basso, a Londra non mancano per nessuno le opportunità o quantomeno la possibilità di provarci.

Inoltre, paradossalmente noi stranieri abbiamo una carta in più da giocarsi cioè la nostra lingua madre. In una città dove il turismo è un settore di primaria importanza, conoscere una qualsiasi lingua oltre all’inglese, è certamente un punto a favore.

Per finire su questo punto, va fatto un accenno al sistema di supporto economico-assistenziale per i disoccupati. Anche se non è perfetto e può essere oggetto di critiche, questo sistema esiste e il principale sussidio erogato si chiama Job Seeker Alowance (JSA). E’ inoltre accessibile a tutti i residenti indipendentemente della loro nazionalità, purché appartenenti all’Unione Europea. In due parole, ne  diventa titolare  il richiedente che abbia accumulato contributi nel Regno Unito per almeno tre mesi e essendo disoccupato al momento della richiesta, dimostri il sono impegno nella ricerca del nuovo impegno.

Mentre i primi due riguardano necessità primarie, il terzo punto riguarda il tempo libero ma può essere comunque importante nella valutazione della qualità della vita per chi veramente ama viaggiare.

Londra con i suoi cinque aereoporti dislocati per il territorio ai margini della città, ospita quotidianamente milioni di voli nazionali, internazionali e intercontinentali. Più scelte significano in questo caso più convenienza e più libertà nel viaggiare abbracciando le esigenze di ognuno.

Per i sopraelencati motivi (ma non solo) ritengo la realtà londinese decisamente dinamica in quanto predisposta ad accogliere in modo flessibile le esigenze dei suoi abitanti, indipendentemente dalla loro nazionalità o condizione socioeconomico-culturale. Cosa che spesso non si può dire dell’Italia.

Per concludere, vorrei sottolineare che non sto assegnando un giudizio positivo o negativo in assoluto alle due realtà. Questo giudizio deve essere dato dalla singola persona in base alle proprie esigenze e desideri. Questo articolo riguarda solo la mia esperienza e non può essere generalizzato ma può essere tenuto in considerazione se state considerando di migrare a Londra oppure no.  E se per esempio, come me, sei ancora alla ricerca del tuo posto nel mondo e sei ancora disposto metterti in gioco: prenota baby, Londra ti aspetta!

E ora la palla passa a voi. Londra-Italia: dinamismo-staticità. Vi riconoscete nella mia descrizione? Qualche consiglio, opinione, dritta da condividere con chi sta pensando di migrare? Don’t be shy 😉

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