Pubblicato da: lauv83 | marzo 14, 2013

USHUAIA: SIAMO ARRIVATI ALLA FINE DEL MONDO!

Ushuaia post (15)

Il viaggio per arrivare ad Ushuaia detta anche “fin del mundo” non poteva essere che travagliato. Per percorrere i 1700 km circa che ci separavano da quella che viene comunemente considerata la città australe più a sud abbiamo dovuto utilizzare 2 autobus.

Il primo tratto Puerto Madryn-Rio Gallegos è stato un po’ una corsa contro il tempo per prendere il secondo autobus. Viaggiavamo con la compagnia Don Otto, una delle svariate compagnie che fanno questo tratto. Il viaggio era già iniziato con mezzo’ora di ritardo. Ma i due conducenti non sembravano preoccuparsene allietandosi il viaggio bevendo mate che si erano preparati nel frattempo sull’autobus con un fornetto da campeggio. Anche se in servizio, erano pur sempre argentini. Già questo mi sembrava strano ma quando hanno cominciato a fumare davanti a noi, ho dovuto trattenere le risa.

Intanto il ritardo si accresceva lungo il viaggio a causa di altri 2 stop fuori programma: uno di circa un’ora per un semplice rifornimento carburante (almeno così ci dissero) e l’altro per risistemare i bagagli in relazione alle diverse fermate (operazione che normalmente viene effettuata prima della partenza..). Insomma, tra le miriadi di compagnie disponibili per fare quella tratta questa volta avevamo scelto male. (Sui viaggi in autobus scriverò un giorno un post specifico perché sono decisamente altre storie da backpackers).

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Sotto una pioggia continua, tutt’altro che di buon auspicio, tra passaggi di dogane Argentina – Cile e di nuovo Cile – Argentina, attraversando lo stretto di Magellano su una barca piattaforma siamo arrivati giusto in tempo per pendere il secondo autobus col quale siamo arrivati a destinazione, esausti ma felici di esserci riusciti.

Ushuaia, la città principale della parte argentina dell’isola della Tierra del Fuego, è famosa soprattutto per i sui impianti sciistici d’inverno e per i trekking nell’omonimo parco nazionale dell’estate. Da qui avendo una vista bionica si può vedere al di là del Canale di Beagle, l’Antartide o meglio andarci attraverso crociere appositamente organizzate. Per questo Ushuaia  è chiamata anche Fine del Mondo.

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La temperatura si era decisamente abbassata. Il paesaggio era totalmente cambiato: dall’arida steppa eravamo ora circondati da verdi montagne dai cucuzzoli innevati, come avremo scoperto il giorno dopo.

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Nonostante fosse notte e non avessimo bene idea di dove eravamo, grazie anche all’indicazione di un passante, abbiamo trovato facilmente l’ostello, il Patagonia Pais. Siamo stati accolti in modo accogliente ed infatti abbiamo deciso di rimanere una notte in più del previsto. Popolato principalmente da gruppi di ragazzi israeliani, era caotico nelle ore dei pasti ma non troppo. A parte qualche problema con la connessione internet, disponeva di tutto il necessario. In dotazione inoltre c’erano anche Gordita e Paragan, i due cani dei proprietari che giravano per l’area comune scodinzolando, cercando coccole e/o meglio cibo. Significativo è il nome di Gordita che vi lascio immaginare che significhi.

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I proprietari erano gentili e disponibili ad consigliare i loro ospiti con le varie cose da fare in Ushuaia. Ospitavano gente da varie parti del mondo ma stranamente nessuno di loro parlava inglese. Cosicché ho avuto modo di aiutarli con piacere con qualche intermediazione linguistica.

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Il giorno seguente al nostro arrivo andammo subito a fare il nostro primo trekking in Sud America: il Glacial Martial. La Camminata era di media difficoltà per due persone non più abituate ai trekking in montagna come noi (l’ultimo trekking di cui avevo memoria risaliva ai classici campeggi parrocchiali durante le scuole elementari). Si trattava di 5 km in salita. Ma in realtà noi avevamo già camminato 1 ora e mezza intorno alla montagna  per raggiungere l’inizio ufficiale del trekking. Tutto ciò per evitare di prendere il taxi. Morale siamo arrivati al famoso ghiacciaio abbastanza provati ed affamati ma la vista della valle sottostante e del canale di Beagle ci ha completamente ripagato.

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Ancora più bello è stato il trekking nel Parco Nazionale della Tierra del Fuego dove in 16 km circa abbiamo potuto camminare attraverso il sottobosco e il bosco, ammirare la baia e la splendida vista delle montagne. Siamo riusciti a vedere a distanza molto ravvicinata anche alcuni animali come per esempio un picchio dalla testa rosso acceso, un falco (almeno credo) e un adorabile famiglia di volpi che giocava allegramente ed in curante a pochi metri da noi!

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Siamo stati bene ad Ushuaia. Abbiamo incontrato ancora belle persone, mangiato bene e sano, abbiamo pernottato in un posto accogliente, ci siamo avventurati in posti stupendi e respirato aria pura. È  stato perciò un po’ triste lasciarla ma la prossima meta ci attendeva. El Calafate stiamo arrivando!

Ushuaia P (243)

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