Pubblicato da: lauv83 | marzo 16, 2013

SAN CARLOS DE BARILOCHE

È proprio vero che quando si parte da una certa situazione è sempre difficile sopportarne il  peggioramento, anche se relativo. E lo abbiamo riconfermato nella nostra esperienza con i viaggi in autobus… Prima avevo criticato la compagnia Don Otto per averci fatto ripetutamente scendere dall’autobus durante il viaggio, senza un buon motivo. Ma durante la tratta El Calafate-Bariloche sugli autobus di La Marga per 27 ore consecutive rimpiangevamo la comodità e il servizio dello stesso Don Otto.

Mi spiego meglio. El Calafate-Bariloche è stata la tratta in autobus più lunga che abbiamo dovuto affrontare finora. Consci del fatto che dovevamo rimanere seduti in un mezzo a quattro ruote più di un intero giorno abbiamo deciso di non badare a spese e quindi di acquistare la soluzione più comoda: il cosiddetto servizio cama. Ma quando ormai era tardi abbiamo realizzato che la compagnia che avevamo scelto era decisamente di qualità inferiore a quelle con cui avevamo viaggiato precedentemente. Infatti, i sedili erano più corti e scomodi (il povero Matteo non poteva persino  stendere completamente le gambe); il cibo offerto era poco e consisteva solamente in carboidrati; erano stati proiettati film dell’orrore per allietare il viaggio e io essendo giusto davanti allo schermo non avevo modo di evitare di guardarli; non erano stati forniti cuscino e coperta e il personale era tutt’altro che gentile. Insomma dopo questa traversata per la prima volta eravamo veramente provati.

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Eravamo stati abituati bene con gli autobus in precedenza: comodi sedili iper-reclinabili, buon e abbondante cibo, coperte e cuscini e personale gentile.. Perciò il cambio era stato un po’ traumatico ma abbiamo preso quest’ultima esperienza come una specie di preparazione in vista di tempi peggiori.

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Ma c’è stata anche una nota positiva durante questo viaggio. Abbiamo incontrato altri backpackers che avevamo conosciuto in tappe precedenti: una ragazza australiana e una coppia di ragazzi spagnoli,  nostri compagni di stanza all’ostello di Ushuaia.  Dopo esserci imbattuti ripetutamente in Yan e Leo, i nostri nuovi amici francesi, Yukiko, la nostra nuova amica giapponese e un’altra ragazza canadese, sto cominciando a pensare che nemmeno il Sud America è così grande. O meglio non lo è per i backpackers! Sicuramente è dovuto al fatto che fino ad ora abbiamo visitato classiche tappe turistiche sudamericane ma comunque è stupefacente come quando ti rincontri con persone che hai visto solo qualche giorno e solo poche ore è un po’ una festa, baci abbracci, domande, consigli, racconti… Cosa abbastanza rara nella vita “normale”, al di fuori del viaggio. Sembra quasi apparteniamo ad una specie di comunità non ufficiale, con membri provenienti da tutto il mondo, senza legami apparenti ma legati allo stesso tempo da uno scopo, uno scopo comune: il viaggio.

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Comunque andiamo al punto: eravamo finalmente arrivati nella famosa zona dei laghi! Nello specifico eravamo nella città di San Carlos de Bariloche, detta anche semplicemente Bariloche, città che si affaccia sul lago Nahuel Huapi, incastonata tra le Ande ed alcune colline, dette Cerri.

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La nostra permanenza qui è iniziata  con un po di meritato relax dopo un  viaggio pesante. La città è abbastanza piccola e costruita soprattutto intorno a negozi di souvenir, agenzie turistiche, bar e ristoranti.. un  po’ come El Calafate ma sicuramente meno curata e ordinata. Anche i suoi abitanti sono decisamente diversi: si vedevano un po’ meno turisti, più gente del posto, giovane e meno giovane che si dedicavano alla giocoleria o alla vendita di prodotti artigianali, quali braccialetti e altri oggetti di ispirazione elfica. È  evidente l’influenza della vicina El Boson, cittadina a pochi kilometri, rinomata per la presenza di una consistente comunità hippie.

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Ad ogni modo, dopo una giornata di sano cazzeggio per la città avevamo voglia di immergerci di nuovo nella natura. Quindi siamo andati a fare il Circuito Chico. Abbiamo affittato 2 montainbikes per esplorare la zona intorno a Bariloche.

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Il percorso consisteva in 40km di salite e discese (non esisteva il territorio piano), su una strada asfaltata ma raramente trafficata che abbiamo percorso in circa per 4 ore, fermandoci a volte per brevi soste fotografiche e contemplative. Pedalavamo attorniati da laghi, fiumi, montagne e colline verdi della tipica vegetazione montana….

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Risultato: siamo arrivati alla fine dell’ultima salita col fiatone e grondanti di sudore ma felici di aver stirato i muscoli per bene, respirato quell’aria pura e visto quei paesaggi incredibili. In un certo senso paradossalmente eravamo più energetici. Almeno finché non abbiamo raggiunto il letto dove siamo collassati immediatamente.

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Nell’ andarcene da Bariloche e quindi anche dall’Argentina, abbiamo riconfermato la gentilezza gli argentini in un piccolo ma significativo gesto. Infatti, abbiamo potuto prendere il taxi per la stazione degli autobus anche grazie al contributo della receptionist dell’ostello dove avevamo alloggiato che, senza nemmeno bisogno di chiedere, ci ha dato gli spiccioli che ci mancavano per pagare il tassista.

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CIAO-CIAO ARGENTINA!!!

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