Pubblicato da: lauv83 | marzo 29, 2013

UNA VISIONE DIVERSA DEL DESERTO: SAN PEDRO DE ATACAMA

Spesso i miei post iniziano con note riguardo al viaggio in autobus per raggiungere la meta. Infatti, l’autobus rappresenta una parte importante della vita di un backpacker in America Latina in quanto è di solito il mezzo di trasporto più economico. Diversi autobus ci hanno scarrozzato fin dall’inizio del nostro viaggio, a volte comodamente, altre un po’ meno, ma sempre regalandoci paesaggi meravigliosi.  In questo caso vado a descrivere ciò che ci ha accompagnato al di fuori del finestrino nel viaggio da Valparaiso verso nord  fino a S.Petro de Atacama.

Valparaiso-San Pedro de Atacama-bus (13)

Abbiamo viaggiato 24 ore. Abbiamo trascorso la prima parte del viaggio nell’oscurità totale della notte. Mentre, come d’improvviso, al nostro risveglio, il giorno seguente, eravamo circondati da uno scenario totalmente nuovo: sotto un cielo senza una nuvola, una distesa di terra marrone chiara, discontinua, a tratti montagnosa, a tratti pianeggiate con rada vegetazione spontanea, per lo più arbustiva. Cominciavamo a vedere le prime piante grasse. Gli agglomerati urbani che abbiamo incontrato lungo la strada si potevano contare sulle dita di una mano e sembravano dei cantieri in costruzione più che delle città vere e proprie. Per una parte della giornata, abbiamo costeggiato l’oceano pacifico: di un blu corposo, sembrava vicinissimo. Poi abbiamo ricominciato ad addentrarci all’interno. La poca vegetazione presente andava scomparendo e la terra assumeva varie gradazioni dei colori rosso e marrone. ..: eravamo entrati nel deserto di Atacama! Questa è stata una delle traversate in autobus più spettacolari.

San Pedro (38)

Così siamo arrivati ad San Pedro di Atacama, un minuscolo paesino, a circa un’ora dal confine tra Cile e Bolivia. Ci trovavamo nel mezzo del deserto, a 2400 metri di altezza. Fortunatamente non accusavamo nessun malessere dovuto all’altitudine. Ma ugualmente camminando per la sua via principale, Calle Caracolles, sembrava di essere in un qualche situazione surreale. Questa via attorno alla quale si concentra il centro della città, era pedonale e priva di pavimentazione di qualsiasi genere. Le altre strade trafficabili all’interno della città erano strette e anch’esse sterrate. Gli edifici erano bassi, senza tetto e per la maggior parte ancora costruiti da mattoni di paglia.

San Pedro (370)

Le giornate erano caldissime ma appena calava il sole, la temperatura scendeva a picco e il cielo si ricopriva di stelle. Ogni volta che passava un veicolo in quel posto in cui non piove mai, una gran quantità di polvere veniva sollevata e si accumulava all’interno del mio naso, nonostante cercassi di proteggermi con la bandana. Sembrava che stessimo camminando in un’altra epoca…

Ma S. Pedro de Atacama è una città che è rimasta tutt’altro che indietro nel tempo. Infatti, nonostante l’ubicazione estrema, offre servizi di ultima generazione per soddisfare tutti i bisogni dei numerosissimi turisti che vi arrivano ogni giorno. Ci sono sportelli automatici per ritirare denaro, negozi vari, farmacie, hotel, ostelli, WIFI…, per non parlare delle agenzie turistiche! Tutte infrastrutture che si insediano armoniosamente all’interno del deserto. Almeno per ora…

Infatti, come mi spiegava, Jose, il titolare dell’ostello dove abbiamo alloggiato, S. Pedro è diventata meta turistica mondiale da soli 12 anni. Ed in questi 12 anni, è cambiata totalmente. Prima non c’era energia elettrica, acqua potabile e i suoi abitanti dovevano viaggiare ad altre città una volta alla settimana per le provvigioni della famiglia.

San Pedro (223)

La sua fama e il conseguente successo turistico è dovuto alla sua posizione strategica. Tra le atre cose, da S. Pedro si può accedere, infatti, al famoso Salar de Uyuni in Bolivia (di cui parlerò nel prossimo post).  Ma il signor Jose, nativo di S. Pedro, mi faceva anche notare che a lato di tanti benefici per i locali, c’è anche la paura che grandi multinazionali si insediano nella città eliminando drasticamente la piccola concorrenza di locandieri, negozianti e quant’altro locali. Per esempio, il settore farmaceutico è già dominato dalla multinazionale, La Cruz verde. Tra me e me, pensavo che sarebbe proprio un peccato cambiare quell’adorabile piccola cittadina, rendendola più moderna. Avrebbe perso di fatto il suo fascino.

Il deserto mi ha decisamente sorpreso! Personalmente, lo avevo sempre immaginato in modo stereotipato come una distesa di sabbia, o di rocce o di sale, uniforme nella sua conformazione e nei suoi colori: un paesaggio arido e basta, insomma! Ma durante la nostra permanenza a S. Pedro, sono dovuta ricredermi drasticamente: diversità di colori e sfumature, colline, pianure, vulcani, lagune, animali,  Geysers… Ho riscoperto un deserto pieno di cose meravigliose e decisamente affascinanti.  Tutt’altro che stereotipato insomma!

In particolare,  noi abbiamo visitato tre delle tante bellezze che offre il deserto di Atacama: la Valle della Luna, la Laguna Cejar ed i Geyser del Tatio.

Il giorno di pasqua, mentre gran parte dei nostri famigliari e amici erano a tavola ad abbuffarsi con le pietanze di rito, noi eravamo in sella delle nostre mountain bike appena affittate alla volta di quella che chiamano la Valle della Luna.

San Pedro (116)

Salendo e scendendo per dune sassose, sotto un sole cocente, era tutt’altro che rilassante e richiedeva concentrazione. Ma Matteo non era per nulla spaventato dal terreno impervio e continuava a scattare con la sua reflex mentre pedalava. Finché mentre scattava l’ennesima foto in movimento, è caduto. Ma nel cadere si è completamente accoccolato attorno alla macchina fotografica come farebbe un genitore per salvare un figlio. Fortunatamente si è ferito un ginocchio solo  superficialmente e soprattutto il suo amato strumento era rimasto miracolosamente intatto!

San Pedro (131)

Nel frattempo, non riuscivamo a capire il perché del nome di quel territorio. Lo abbiamo scoperto quando siamo arrivati, giusto in tempo per vedere il tramontare del sole, nel punto più alto della Valle della Luna. Scendendo, il sole ha liberato le ombre, svelando un terreno formato da formazioni simili ai crateri lunari appunto. Uno spettacolo d’avvero… spaziale! Anche se subito dopo abbiamo dovuto correre in fretta in città in quando il clima nel deserto cambia in modo drastico col calare delle tenebre. Fu così che muniti delle nostre lanterne da minatore (che  non abbiamo portato inutilmente) siamo sfrecciati di nuovo in città.

Il giorno seguente siamo andati ad esplorare la parte con la più ala concentrazione salina del deserto di Atacama, come ci spiegava il signor Gino, la nostra guida che sorprendentemente era italiana. Ed in particolare, abbiamo fatto il bagno nella laguna Cejar che, grazie alla sua concentrazione di sale del 24%, ti permette di galleggiare come nel mar Morto. L’esperienza è valsa la permanenza del sale sulle labbra per svariati giorni, ripetute docce e creme, dopo il bagno.

San Pedro (185)

L’ultimo giorno ci siamo svegliati alle 4 di notte per salire fino a 4700 metri dove abbiamo potuto ammirare i Gayser del Tatio. La temperatura quando siamo arrivato era -8 gradi centigradi e in queste gelide tenebre si distinguevano numerosi di queste fuoriuscite di vapore acqueo come fontane, di diverse grandezze e a diversa pressione. Ad alcuni ci si poteva avvicinare fino a toccare l’emissione, altri erano circondati da barriere e perciò inavvicinabili perché troppo potenti. Anche qui la natura mi ha sorpreso e mi ha ricordato che è un organismo vivo.San Pedro (289)

Dopodiché, quando il sole era alto, siamo andati a fare il bagno su un ruscello che conteneva le acque provenienti dagli stessi gaysers. Noi ci godevamo l’acqua a circa 30 gradi mentre al di fuori c’erano residui della gelata notturna. Fortunatamente, la temperatura stava lentamente salendo e all’uscita dalle nostre terme naturali non è era più così freddo anzi era alquanto piacevole.

San Pedro (328)

Per finire in bellezza la giornata, tornando a S.Pedro, le nostre fantastiche guide, Phelipe e Jose,  ci hanno invitato ad una grigliata a casa loro nella periferia di S. Pedro, una zona totalmente sconosciuta ai turisti. Potevamo rifiutare?!?  Ovviamente no! Così tra risate, buon cibo, birrette, di nuovo sotto un sole cocente e in  ottima compagnia, abbiamo celebrato la conclusione della nostra permanenza in Cile! (Il giorno seguente saremmo partiti per la Bolivia come racconterò nel prossimo post.)

San Pedro (402)

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Responses

  1. Complimenti!
    Bellissimi posti!È possibile sapere il prezzo delle escursioni e quanto costa dormire?
    Grazie….

    • Assolutamente vero!!! San Pedro e intorno è qualcosa di semplicemente unico! allora per quanto rguarda i prezzi, ti devo dire che è abbastanza caro.. per gli standard Sud Americani.. trovi stanze in dormitorio da 11 euro circa, private per 20 circa.. noi ci siamo trovati bene con uno che abbiamo trovato in Hostelword, have a look! Per le escursioni non mi ricordo.. sinceramente, sorry… Però, quella di cu mi ricordo il prezzo (e che era la più costosa) e che ti stra-consoglio è il tour del Salar di Uyuni attraverso il quale siamo passati in Bolivia. E in realtà non è nenche costoso per quello che include e le bellezze che ti regala. Noi per esempio l’abbiamo pagato 65000 pesos cileni che sono un centianaio di euro e comprende 2 notti e 3 giorni. C’è tutto nel post seguente se sei interessato. Penso che quello che abbiamo pagato noi sia nella media, con un pò di lavoro di negaziazione e avendo preso dalla stessa agenzia altre 3 escursioni.. poi, in realtà ci sono varie opzioni per fare questo tour, più o meno giorni, anche con ritorno nella stessa S. Pedro o facendolo al contrario cioè dalla Bolivia al Cile.. ma di queste non parlo perchè non le ho sperimentate in ogni caso c’è abbondante materiale sul web. spero di essere stata d’aiuto, almeno un pò;) E con questo ti lascio Luca.
      Laura


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