Pubblicato da: lauv83 | maggio 3, 2013

MACHU PICCHU: LA MONTAGNA VECCHIA

Machu Picchu che è un simbolo di un paese per molti, un sogno per molti altri e un business per molti altri ancora, è stata una piacevole scoperta per me. Devo dire la verità non sono mai stata una gran fan della cultura Inca, ma come la generalità delle persone conoscevo l’esistenza del Machu Picchu e una volta in Perù sapevo istintivamente che era d’obbligo visitarlo, ma solo una volta lì avrei scoperto il perché..

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Machu Picchu è una parola Quechua che significa “montagna vecchia”. Era una città Inca tra le più importanti. Costruita sulla cima di una montagna, fu abbandonata dopo l’arrivo dei coloni spagnoli e poi ricoperta della foresta e riscoperta a secoli di distanza solo nel 1900.

Oggi è il sito archeologico più attrattivo del Perù se non dell’intero Sud America e forse del mondo. Attrae milioni di visitatori ogni anno. E’ quindi un simbolo perché è uno dei motivi per cui il Perù è conosciuto come meta turistica. Mentre viaggi per il Perù, la domanda più comune è: sei già stato al Machu Picchu? Sembra essere un must.

Mentre preparavamo la spedizione alla “Montagna Vecchia”, mi chiedevo il perché di tanta fama. Mi chiedevo anche il perché il Perù e il Machu Picchu attirasse tra i suoi visitatori tanti Italiani, i quali non hanno particolare fama di viaggiatori (ne avremmo incontrati solo una decina in 3 mesi di viaggio) ed inoltre hanno a disposizione grandi eredità storiche ben più antiche nel loro paese.

In realtà, io stavo viaggiando con uno di quelli per cui la visita del Machu Picchu era il sogno di una vita, Matteo..   un sogno perché quelle rovine tutt’ora racchiudono una gran quantità di fascino ed energia che si può capire probabilmente solo essendo lì.

È anche un gran business perché le migliaia di turisti che lo visitano quotidianamente pagano la bellezza di 128 soles ciascuno solo di biglietto che corrispondono a 34 sterline. Il biglietto più costoso che abbiamo pagato fino ad ora per visitare qualcosa. Troppo considerato  anche il valore di tale denaro in Perù? È opinabile.. considerato che attrazioni turistiche come Madame Tousseau a Londra costano la stessa cifra e, per quanto mi riguarda almeno, valgono molto meno del Machu Picchu.

  Machu Picchu

L’esperienza del Machu Picchu comincia prima dell’arrivo al Machu Picchu. Infatti tale città era localizzata in cima ad una montagna a 2.430 metri sul livello del mare, probabilmente per essere difficilmente accessibile per gli eventuali aggressori. E tutt’ora non è  accessibile direttamente attraverso una strada. Ci sono principalmente due modi per accederci da Cusco: interamente via treno da Cusco ad Agua Caliente, la cittadina ai piedi della montagna o via strada fino ad una centrale idroelettrica da cui la strada si interrompe e bisogna necessariamente proseguire o in treno o a piedi.

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Noi abbiamo scelto la seconda opzione in quanto il treno era fuori budget (da 40 dollari solo andata a 600 dollari in classe di lusso). Siamo così andati con altri turisti in un VAN che le agenzie turistiche mettono a disposizione per viaggiare da Cusco alla stazione Idroelettrica: sei ore di viaggio attraverso scenari bellissimi anche se una gran parte di questo si sviluppava in salita attraverso innumerevoli  tornanti aspri e sul ciglio di un dirupo. Esperienza che può essere eccitante quanto faticosa se il soggetto soffre di mal d’auto, come nel mio caso. Ma sono quelle cose che immagini che ne varrà la pena. Lo stesso VAN ci avrebbe recuperati nello stesso punto il giorno seguente verso le 2 p.m per il ritorno.

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Altrimenti l’alternativa  su strada era fare lo stesso tragitto prendendo 4 mezzi differenti (1 bus locale, 2 combi e un taxi) e il costo sommato era pure leggermente maggiore. Questo è uno di quei casi che le soluzioni organizzate dalle agenzie turistiche sono più convenienti che i mezzi locali.

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Una volta arrivati ad Idroelettrica abbiamo proseguito a piedi lungo le rotaie del treno per 2 ore e mezza circa. Un paesaggio incredibile ci accompagnava: le montagne verdissime e il fiume erano al nostro lato. Abbiamo anche visto passare il famoso treno per Machu Picchu che passa 2 volte al giorno per quei binari. Bisogna stare un po’ attenti se si cammina sui binari: infatti Matteo al ritorno sulla stessa strada ha dovuto correre un po’ e saltare giù dal ponte dove si trovava mentre avvicinava il  treno.

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Siamo arrivati al  paesino esattamente al calare della notte. Abbiamo trovato un ostello e poi ci siamo diretti a rilassarci alle terme per cui è anche famoso il posto. Il giorno seguente sveglia alle 4 a.m. per cercare di prendere il primo autobus che in mezz’ora porta alle porte del sito archeologico e parte alle 5.30 a.m. L’dea era di arrivare in cima tra i primi e vedere l’antica città Inca nella sua bellezza originaria senza decine e decine di turisti in mezzo. Ma come noi molti altri avevano avuto la stessa idea.

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La giornata si stava svegliando ancora timidamente quando siamo finalmente entrati nel complesso archeologico. Verso le 6 a.m. ci siamo affacciati per la prima volta alle famose rovine da un punto privilegiato di osservazione. Il sito era ancora abbastanza deserto. Credevo che Matteo stesse per piangere per l’emozione… Ma devo ammettere che anche a me ha fatto un certo effetto quella vista.

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Col passare delle ore, il sole saliva e la giornata si faceva sempre più limpida e noi continuavamo ad esplorare: le antiche case, i templi, i giardini, i terrazzamenti.. Era un po’ una corsa contro il tempo: infatti alle 2 pm. dovevamo essere di nuovo ad Idroelettrica dove il VAN ci aspettava per riportaci a Cusco. Avevamo calcolato di rimanerci 4/5 ore che oggettivamente era un tempo adeguato per lo spazio da visitare. Ma forse, avendo potuto, saremmo rimasti fino alla chiusura nel pomeriggio alle 5 p.m.

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Camminando tra quelle rovine rispondevo alle mie domande iniziali. Le cose che mi affascinano di più del Machu Picchu sono varie. Innanzitutto la sua storia: il fatto che tale città è stata celata dalla natura per secoli al riparo dal colonizzatore. Così i resti si son ben conservati e hanno dato modo agli archeologi di ristrutturare gran parte del sito. Questo ha permesso agli esperti di capire molto di come gli Inca vivevano nella quotidianità. Tutto ciò è veramente incredibile. Ma ciò che la cosa che mi fa di più arrovellare il cervello era il come avessero potuto costruire una città in quel posto. Dall’altra parte, la vista che godevano dalla finestra li aveva sicuramente ripagati degli sforzi fatti.

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Così con mia stessa piacevole sorpresa sono arrivata a pensare che un insieme di cose, come il viaggio per arrivarci bello ma estenuante, la magnifica ubicazione, con la natura selvaggia e lussureggiante che gli fa da cornice, lo stato conservazione dei resti, la storia che c’è dietro al suo ritrovamento.., concorrono tutte a rendere questo posto, a ragione, una delle 7 meraviglie del mondo.

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