Pubblicato da: lauv83 | maggio 28, 2013

ENTRATA IN ECUADOR: PUERTO LOPEZ

Siamo entrati in Ecuador  attraverso l’ennesimo faticoso viaggio in bus spezzettato in due tratte. Abbiamo viaggiato da Lima a Piura e poi da Piura a Guayaquil e attraversato la frontiera durante la notte. Così siamo entrati nel paese attraverso il confine sud.

Come abbiamo visto fin da subito e avremo confermato per tutto il resto del viaggio è un paese totalmente verde dovuto alla sua rigogliosa vegetazione. Per quanto riguarda la lingua, era molto chiara e mi era da subito piaciuta la parola slang che usano più spesso ossia “cevere”. Questa ha svariati significati secondo il contesto in cui si trova ma in genere ha una connotazione positiva e serve per esprimere approvazione, entusiasmo o semplicemente annuire a qualcosa. Gli Ecuadoriani sono in genere simpatici e socievoli.

Puerto Lopez è una piccola cittadina sulla costa del pacifico e offre varie cose da fare nell’area circostante.  E’ principalmente famosa per gli avvistamenti di balene. Infatti i grandi mammiferi migrano dall’Antartide fino alle acque più temperate ecuadoriane per concepire e dare alla luce i loro piccoli, nei mesi tra giugno (verso la metà) e settembre.

Puerto Lopez (25)

Questa era la seconda volta che avevamo un chance, seppur minima di vedere le balene. La prima era stata in Argentina in Puerto Madryn dove, però, eravamo arrivati totalmente fuori stagione (vedi relativo post). Nonostante fosse fine maggio e quindi fossimo anche questa volta leggermente in anticipo, speravamo veramente che le balene fossero già arrivate. Così la prima cosa che abbiamo chiesto una volta arrivati a Villa Colombia, l’ostello dove alloggiavamo era stata: “sono arrivate le balene?”. Purtroppo la risposta era stata “no”.

Puerto Lopez (81)

Nonostante la delusione iniziale abbiamo comunque ben occupato il nostro tempo a Puerto Lopez. Il secondo giorno della nostra permanenza, abbiamo approfittato della bella giornata di sole per andare a riscoprire i luoghi più belli (secondo chi scrive quantomeno) del Parco Nacionale Machilila che rappresenta, appunto, tutta l’area  protetta intorno a Puerto Lopez. Siamo andati a visitare 3 bellissime spiagge a pochi minuti di autobus dalla città. Sono 3 spiagge totalmente diverse tra loro, nascoste lungo un sentiero di un ora attraverso una specie di bosco marittimo. L’ultima, in particolare, è chiamata “Playa de los Frayles”, ed è una spiaggia di sabbia bianca considerata tra le più belle di tutto l’Ecuador. Qui ci siamo finalmente rilassati e abbiamo fatto il bagno.

Puerto Lopez (88)

L’acqua era limpida e abbastanza temperata e io ero felice di potermi finalmente fare un bel bagno. Il primo bagno infatti è stato perfetto. Ma la seconda volta che sono entrata in acqua ho avuto la sfortuna di trovare una medusa sul mio cammino e così sono dovuta uscire a gambe levate con il braccio irritato dal tentacolo dell’animale che si era letteralmente arrotolato sul mio braccio. Era la prima volta che venivo punta da una medusa e quindi inconsapevole di cosa questo implicava, mi sono un po’ spaventata nel sentire il bruciore. Ma in pochi minuti, il bruciore se n’era andato così ho potuto rimanere a godermi la spiaggia.

Bellissima giornata che si è conclusa fin troppo presto perché, essendo un parco protetto alle 4 pm abbiamo dovuto lasciarlo. Così totalmente assetati ci siamo diretti verso l’uscita dove c’era un piccolo bar che vendeva bibite. Della serie se l’avessimo saputo prima ci saremmo risparmiati una serie di inutili sofferenze. Inoltre questo paradiso naturale a 10 minuti di coletivo da Puerto Lopez è gratis. Lo consiglio caldamente.

Il resto dei pochi giorni  che siamo rimasti in questa località, il tempo non è stato così bello come quel giorno. Le nuvole e qualche pioggerellina era la norma. E così era anche quando siamo andati a visitare la Isla de la Plata che è chiamata anche “le Galapagos dei poveri” perché è un’isola abitata dai famosi uccelli che abitano anche le Galapagos. Ma a differenza delle Galapagos è una sola isola e non si può pernottare sulla stessa. Vi sono dei tour in lancia che da Puerto Lopez ti permettono di visitarla in un giorno.

ISLA DE LA PLATA. Quando ti trovi a viaggiare in Ecuador la domanda più comune è “sei stato alle Galapagos?”.  E la nostra risposta era sempre “no e non ci andremo sfortunatamente perché sono fuori dal nostro budget ma andremo per lo meno a la Isla de la Plata”. Infatti tale isola è chiamata anche le “Galapagos dei poveri” perché è abitata da molte delle specie di uccelli  presenti alla Galapagos. Non posso confermare o meno il paragone perché  non sono mai stata alle Galapagos ma posso dire che vi trovate a Puerto Lopez vale la pena visitare questa isola.

Arrivati all’isola, delle simpatiche tartarughe marine sono venute ad accoglierci  nuotando al lato della nostra barca. Poi scesi sull’isola dove la nostra guida ci ha mostrato i vari possibili giri da fare nell’isola e ci ha spiegato le varie regole da seguire per non disturbare gli animali.

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Durante il cammino abbiamo visto molti dei cosiddetti “patas azules” e “patas rojas” ossia i famosi uccelli dalle zampe palmate azzurre e rosse. Passeggiavano anche loro, alcuni nel nostro stesso sentiero, ognuno indaffarato nelle loro faccende. Poi, appollaiati alla vegetazione sulle rocce a picco sul mare, c’erano le cosiddette “fregate”, altro uccello per cui l’isola è famosa e che possiede una sacca rossa sotto il becco che si gonfia in modo molto evidente in fase di corteggiamento.

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Per quanto riguarda l’ostello in cui alloggiavamo, “Villa Colombia” era accogliente. La proprietaria, una signora sulla sessantina, di Quito, la capitale, era simpatica e estremamente loquace.  Inoltre c’erano 3 cani, 1 gatto, una decina di tartarughe. E come già avrete capito, noi amiamo gli animali in ostello. Amavo quel posto. L’unica cosa che non era molto rilassante era il gallo dei vicini che cominciava a cantare a partire da l’una di notte…

Puerto Lopez (11)

Così sono passati serenamente i nostri… giorni a Puerto Lopez e quando ce ne siamo andati, siamo rimasti solo con un solo rimpianto: non aver potuto vedere le balene. Ma la storia non era finita….

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