Pubblicato da: lauv83 | luglio 21, 2013

COSTA RICA:PURA VIDA!

La Costa Rica è stata il secondo stato in Centro America che abbiamo visitato, dopo un inizio non del tutto piacevole. In Panama, infatti, eravamo rimasti con una sorta di amaro in bocca e senso di insicurezza per la storia dei 100 dollari per entrarvi (vedi post A cavallo tra Colombia e Panama…). Inoltre, non c’era stato più di tanto feeling con i Panamensi a parte qualche caso isolato. Poi, uscendo dal paese, per la prima volta, dopo svariate frontiere passate in questo viaggio, ci avevano chiesto di pagare una tassa d’uscita (una piccola somma in realtà di 2 dollari).

Al confine nord di Panama con Costa Rica c’è un ponte di ferro e legno, stile militare, mezzo diroccato dove passano fortunatamente solo pedoni. Mentre dopo lo stampo d’uscita da Panama stavamo attraversando quel ponte pensavo tra me e me che ero felice che quello fosse l’ultimo residuo di Panama. Avevo voglia di cambiare aria.

E così è stato: in Costa Rica abbiamo passato 2 settimane di “pura vida”, come recita il motto dei ticos, ossia i suoi abitanti. Pura vida è il saluto comune da quelle parti (usato al posto di hola e adios). È semplice tradurlo in italiano letteralmente con “vita pura” ma il significato reale è più complicato di quello che si pensi. Credo di averlo capito, almeno in parte alla fine della nostra permanenza in Costa Rica e quindi lo vado a svelare alla fine di questo post. Potete intanto fare i vostri tentativi.

Ma procediamo con ordine. Due semplici parole introduttive sulla mia percezione dello stato che stavamo per visitare. La Costa Rica sembra come una sorta di realtà a sé in America Centrale, in quanto non è stata interessata da governi dittatoriali e da sempre ha concentrato la attenzione sul turismo come una fonte importante di sviluppo economico. Così i suoi abitanti sono abituati ai turisti, vi sono ben predisposti verso di essi ed sono molto gentili. Una gran parte dei turisti sono americani. Inoltre, una biodiversità invidiabile del 95% la rende una meta turistica molto popolare, anche se tra le destinazioni più care dell’America Centrale.

Proprio per quest’ultimo motivo ci siamo fermati il meno possibile. In due settimane abbiamo visitato per qualche giorno Puerto Viejo, paesino sulla costa atlantica, poi ci siamo fermatati un paio di giorni a San Jose, la capitale ed infine ci siamo fermarti una settimana a Montezuma.

PUERTO VIEJO DE SALAMANCA. (Barca: Bocas del Toro-Almirante; colectivo: frontiera; autobus: Pueto Viejo.)

È un paesino piccolissimo sul Mar dei Caraibi che ha forti influenze giamaicane: musica, bancarelle, slang ecc, ecc .

Puerto Viejo (64)

Eravamo proprio curiosi di arrivarci ma l’inizio non è stato dei migliori… infatti scrivevo:

Stagione delle piogge: Costa Rica-Pura Vida o anche Pura lluvia (=pura pioggia)! e praticamente ogni giorno arriva quel momento in cui il cielo si apre o chiude, dipende dalla prospettiva.., e la pioggia scroscia così rumorosamente da coprire le voci tra vicini,  ..per un tempo variabile che può essere di pochi minuti o di ore ed ore, …anche l’intensità varia in modo significativo. Ma la cosa importante da ricordare è che è inevitabile: in modo diverso, ad una ora diversa, per una durata diversa.. ma stai pur sicuro che arriva!  E se ci trovi sotto non è per niente divertente ameno che tu non sia un fanatico della pioggia e ti piaccia sentirla puntellarti pesantemente la pelle, infradiciandoti tutto senza sapere quando finirà. Se non ti piace la pioggia non è il momento di venire in Costa Rica.. per il resto Pura Vida;-) Beh… poco male avrò finalmente tempo anche per aggiornare il povero blog.. rimasto ancora in Ecuador (in realtà in ostello sono stata distratta dal proposito da mille altre cose).

Zanzare ed altri insetti. Mi è stato detto che con la stagione delle piogge sono più numerose. Avrei detto il contrario. Comunque ci abbiamo a che fare e da vicino. Ho le gambe a pois. Inizialmente usavamo i metodi tradizionali: diversi tipi di antizanzare. Ma, visto che neanche il più potente OFF con deet 10000000 non funzionava, abbiamo cominciato a ricorrere a qualsiasi cosa. Mangiamo più spesso aglio ed in gran quantità per prevenire gli attacchi. Mettiamo il dentifricio sulle punture per non soccombere al terribile prurito. Avrà mai tutto ciò una fine?!?

Pioggia e insetti fastidiosi sembravano perseguitarci. Eravamo un po’ delusi, anche se la natura stava semplicemente seguendo i propri ritmi e lo sapevamo. In ogni caso, approfittavamo dei momenti di break dalla pioggia per passeggiare per il delizioso paesino, ascoltare buona musica dal vivo nei locali in riva all’oceano, fare il bagno nelle spiagge circostanti ed esplorare i dintorni.

Un giorno abbiamo avuto la brillante idea di affittare la bici e andare a scoprire le spiagge un po’ più lontane. È stata una piacevole biciclettata finché il cielo si è aperto-chiuso e la pioggia ci ha inondato in un punto del cammino dove ovviamente non c’era nulla. Abbiamo tentato di riaparci sotto delle piante sul ciglio della strada. Ma non stava funzionando. Poi procedendo abbiamo incontrato un cancello e siamo rimasti lì finché ha rallentato. Dopo di che abbiamo continuato.

L’ostello, il Rocky J,  in cui alloggiavamo è molto particolare: è costruito in gran parte con materiale riciclato, è funzionale, artisticamente decorato e si affaccia sull’oceano. Si possono scegliere tra diversi tipi di alloggiamento: camere private, dormitori, amache e tende da campeggio. Noi abbiamo scelto quest’ultimo tipo di accomodation che ci mancava appunto in questo viaggio e che si è rivelata comoda ed economica.

Puerto Viejo (4)

Il proprietario è americano e così anche la gran parte dei sui ospiti. È un ostello dal carattere festaiolo: vi è anche un bar dove vengono organizzate serate a tema. Dall’altro lato, si può anche stare tranquilli se non si ha voglia di partecipare alle serate perché la musica veniva spenta in ora decente.

Ma un po’ frustrati nel non poter godere appieno di quel posto a causa delle frequenti piogge, abbiamo deciso di spostarci sulla costa pacifica, passando per la capitale.

Puerto Viejo (38)

SAN JOSE’  (Autobus diretto: Puerto Viejo-S.Josè )

La capitale è stato solo una tappa strategica di 2 gioni sulla via di Montezuma ma in ogni modo sono successe un paio di cose divertenti da riportare.

Appena arrivati all’ostello, Galileo, abbiamo avuto un po’ uno shock linguistico: il tipo alla reception, un ragazzo americano, che poi avremo scoperto essere anche uno dei gestori non parlava una parola di spagnolo. E non era il solo. Con lui anche un altro socio inglese non parlava nulla a parte la sua lingua. Una sera il Britannico ha chiesto a Matteo di ordinargli la pizza per telefono…  e certa gente gestisce un’attività in America Latina e io cerco lavoro…i paradossi della società;-).

Intanto, nella mente di Matteo già da qualche tempo si era insinuata l’idea per l’ennesimo tatuaggio. Cosicché il giorno stesso eravamo nello studio della Viuda Negra Patricia, ragazza colombiana dalle molte storie da raccontare totalmente in slang colombiano ovviamente, parse (=intercalare che metteva alla fine e/o inizio di ogni frase e che potrebbe significare “amico”, credo.. )!. Mentre io riscoprivo il mondo dark  e delle sospensioni corporali grazie ai suoi racconti, Matteo si trovava il mondo ai suoi piedi o meglio tatuato sui suoi piedi.

San Jose (23)

Il giorno seguente bbiamo “sorvolato” un po’ il centro della città in un pomeriggio: nulla di particolarmente notevole da riportare, a parte il fatto che sono rimasta impressionata dal numero di fastfood stile americano, di tutti i tipi presenti. Poi S. Jose è piena di giovani con tatuaggi e piercing e così io e Matteo siamo finalmente passati inosservati.

MONTEZUMA (bus: S.Jose-Puntarenas; barca: Puntarenas-Paquera; bus: Paquera-Cobano-Montezuma)

Montezuma (93)

Montezuma è un paesino che si trova nella penisola di Nicoya e che si affaccia nella costa pacifica.

Vi ci siamo andati con l’intento di rilassarci 2/3 giorni ma poi vi siamo rimasti una settimana intera ( c’era chi indinuava l’esistenza di una certa sindrome di Montezuna..).

Il paesino è abbastanza inoltrato nella selva quindi scomodo da raggiungere ed è piccolissimo. Ma in quanto molto turistico è comunque fornito di tutti i servizi basici necessari per il turista.

Abbiamo alloggiato all’ostello “Hotel Lis”. Nonostante avesse bisogno un po’ di risistemata, aveva tutto il necessario e in più un’ubicazione favolosa: si affacciava con la sua spiaggetta direttamente sull’oceano.

Il proprietario Michele era un signore Italo-cubano-svizzero dalle 1000 storie sempre da raccontare. Si era creato fin da subito un rapporto di confidenza e ci si è divertiti un sacco. Un paio di sere all’ostello abbiamo avuto anche ottima musica dal vivo, grazie ai simpaticissimi ragazzi della band “The Royal Diamonds”, amici dello stesso Michele che, tra le altre cose, era anche musicista. Inoltre abbiamo conosciuto 2 adorabili maestre italiane, Serena e Marta con cui si è creato un gruppetto molto affiatato.  (Pura Vida ragazze!)

Durante il giorno, si passava le giornate in spiaggia o al fiume. Si sono varie spiagge intorno a Montezuma, ottime per prendere il sole, un po’ meno per fare il bagno perché il mare era molto mosso in questo periodo dell’anno; erano ottime invece per i surfisti. Era comunque molto divertente fronteggiare le gigantesche onde e giocare a lasciarsi trasportare. Tra le più belle vi sono: Playa grande e Playa de las Manchas.

Abbiamo anche raggiunto una cascata dove si poteva fare il bagno. In realtà era la prima di un Ciclo di 3 cascate ma per raggiungere le alte bisognava essere attrezzati con scarpe da trekking e noi ovviamente  eravamo in infradito.

Montezuma (58)

Altra cosa interessante ed unica per quanto mi riguarda che abbiamo fatto a Montezuma, nella Playa Grande, è stata assistete ad una tartaruga mentre deponeva le uova. Infatti, qui opera una associazione di volontariato che protegge le tartarughe e favorisce la loro riproduzione, proteggendo le uova dai predatori naturali e non. Grazie a Marta che lavorava come volontaria per tale organizzazione, abbiamo partecipato ad un pattugliamento notturno e abbiamo potuto  vedere perfettamente questa meraviglia della natura.

Montezuma (75)

La sera c’era sempre qualcosa da fare: dalla serata reggae in un locale, al microfono aperto in un altro o ad altri tipi di intrattenimenti che nascevano spontaneamente in mezzo alla strada, quali piccole band locali che suonavano o spettacolari artisti che giocavano con il fuoco..

Niente male per uno dei paesini tra i più piccoli che abbiamo visitato. Forse qui stavo cominciando a capire praticamente cosa significava l’espressione Pura Vida. Da come l’ho percepita io, vuol dire godersi la vita appieno, valorizzando soprattutto tutte le piccole cose quotidiane positive, senza farsi demoralizzare dagli aspetti negativi..  PURA VIDA ALLORA!

Montezuma (134)

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