Pubblicato da: lauv83 | agosto 26, 2013

GUATEMALA: PARTE 1

Dal El Salvador siamo entrati in Guatemala attraversando l’ennesimo ponte. Il ponte è  un elemento frequente delle frontiere in centro America..

Tutto era andato liscio fino a quel momento. Ma anche qui un pò di suspense non è mancata. Alla frontiera dovevamo prendere un bus per continuare. Ma noi non avevamo abbastanza Qetzal (la moneta locale) per acquistare il biglietto.

Leggendo e ascoltando altri viaggiatori, infatti, ci eravamo fatti l’idea che i trasporti in Guatemala fossero fin troppo economici. E così avevamo cambiato solo una decina dei dollari che tenevamo come riserva (ottenendo così 70 Q).

Non c’erano ovviamente sportelli bancari automatici per ritirare alla frontiera. Avremmo potuto pagare in dollari ma non sarebbe stato conveniente. Insomma abbiamo così passato un cosiddetto “brutto quarto d’ora”.

Ma poi, semplicemente ribadendo la verità, ci hanno lasciato viaggiare con quello che avevamo. Non abbiamo mai saputo se era stato un favore quello che ci avevano fatto o se semplicemente inizialmente volevano farci pagare di più del dovuto.

Avevamo studiato un tragitto apposito per non dover passare per Guatemala City (in quanto sembrava un cambio confusionario e addirittura pericoloso). E così dalla frontiera siamo andati ad una città chiamata Esquintla, per poi cambiare bus o meglio prendere un chicken-bus per Antigua. Da Antigua ci saremmo poi spostati in shuttle a Lanquin ed infine al Lago Atitlan (Vedi alla fine Muoversi in shuttle con lo zaino in spalla).

Il Guatemala è stato uno dei paesi, se non il paese, con una maggior presenza di guardie armate. Si vedevano guardie con le più svariate uniformi o anche senza ma accomunate da un un gran fucile in mano, come minimo .

Erano di presidio a banche e grandi negozi ma anche a semplici rivenditori di pneumatici, piccoli anonimi negozietti o persino il camion che scaricava la Coca-Cola. La cosa, più che rassicurare, a me angosciava un po’. Ma, fortunatamente, noi ne abbiamo avuto bisogno.

Antigua (26)

Per quanto riguarda la gente, una grandissima percentuale della popolazione è indigena, (mi ricordava la Bolivia sotto quest’aspetto). Sono inconfondibili nei coloratissimi vestiti tipici.

Chichicastenango (41)

ANTIGUA.

Antigua è una città coloniale, a mio avviso, molto bella. E’ ben curata nei sui palazzi, piazze e chiese che la rendono estremamente elegante e attrativa per i turisti. Passeggiare senza meta tra le sue strade è un piacere.

Antigua (48)

Dall’altro lato, la sua particolare attenzione per il turismo sembra farle perdere un pò di autenticità. Vi sono, infatti le classiche catene multinazionali e altri locali stile americano che non centrano molto con il Guatemala (mi ricordava un po’ Cusco in Perù, sotto quest’aspetto). Inoltre è decisamente più cara rispetto agli standard Guatemaltechi.

Antigua (45)

LANQUIN: SEMUC CHAMPEY

Da Antigua abbiamo preso uno shuttle (visto che con i mezzi pubblici risparmiavamo solo una decina di dollari ed era molto più complicato) per Lanquin, un piccolo paesino da dove si più accedere al Semuc Champey.

A Lanquin, abbiamo alloggiato all’ostello Zephyr Lodge River, appena fuori il paese. È costituito da strutture divise, quali il bar-ristorante e la zona ricreo, varie stanze e dormitori;  il tutto costruito su un promontorio in mezzo alle montagne.

L’ostello di per sé può risultare un pò costoso in quanto non c’è la cucina ed è un po’ isolato. Inoltre è il tipico party hostel: quasi tutte le sere c’è qualche evento nella zona comune. Ma vale la pena spenderci un paio di notti per la vista incredibile che si ha, soprattutto dalla doccia..

Inoltre, il nostro dormitorio era in costruzione così che oltre ad avere uno sconto sul prezzo, non dovevamo nemmeno alzarci dal letto per andare alla finestra e avere la vista del paesaggio circostante  (infatti la parete frontale era inesistente).

Lanquin (14)

C’era solo un piccolo problema: era così in contatto con la natura e di notte con l’umidità che ti svegliavi con ossa e muscoli alquanto contratti.. (ma anche queste sono storie da backpackers;-)

Da Lanquin si può accedere ad uno degli spettacoli naturali più impressionanti che abbiamo visto n questo viaggio: il SEMUC CHAMPEY (che in lingua Maya significa “Acque sotterranee”).

Semuc Champey & Grutas de lanquin (89)

Il Semuc Champey è sostituito da una serie di piscine naturali che si formano perché il fiume si immette sottoterra per un certo tratto.. Il tutto è incorniciato da montagne verdi per la vegetazione lussureggiante.

Semuc Champey & Grutas de lanquin

Dal momento che raggiungerlo da soli era troppo complicato, siamo andati con il tour organizzato dall’ostello. Seduti dietro un pick-up (che all’inizio, sembrava divertente ma presto ci siamo accorti che è estremamente scomodo), abbiamo percorso la stradina infinita e con terreno super-irregolare che ci ha portato al posto.

Nel tour era incluso anche una esplorazione in una caverna sommersa per metà: una vera e propria avventura.

Semuc Champey & Grutas de lanquin (49)

C’erano anche varie altre attrazioni sulla strada come una altalena da cui ti tuffarsi direttamente nel fiume e il salto in acqua da un ponte alto svariati metri.

Ma il pezzo forte è arrivato alla fine quando dopo una camminata di un’oretta, siamo saliti per goderci la vista dall’alto.. e poi scesi per una stradina ben più corta per fuffarci  e godere finalmente del meraviglioso Semuc Champey!

Semuc Champey & Grutas de lanquin (142)

LAGO ATITLAN: PANAJAGEL, CHICHINASTENANGO E SAN PEDRO DE LA LAGUNA. [Shuttle: Lanquin-Antigua-Panajagel(Lago Atitlan)] Dopo aver visto una bellezza architettonica come Antigua e una bellezza naturale come Semuc Champey siamo andati al Lago Atitlan per riscoprire soprattutto la cultura e l’artigianato guatemalteco.

I dintorni di questo lago sono abitati da varie comunità di indigeni che paravano le loro lingue incomprensibili anche tra di loro, totalmente diverse dallo spagnolo.

Chichicastenango (77)

Inizialmente siamo arrivati a Panajagel, dove ci siamo fermati qualche giorno. Da qui siamo andati a visitare Chichinastenago, il mercato più famoso in Guatemala dove abbiamo fatto ottimi acquisti, nonostante alcuni venditori erano un po’ pesanti (ci seguivano letteralmente e non volevano accettare il “no”). La negoziazione qui è sfrenata.

C’è inoltre una chiesa attorno alla quale si sviluppa appunto il mercato. Era una chiesa cristiana dove si svolgevano anche (o forse solo, non ne sono sicura) riti indigeni. La scalinata per accedervi era piena di gente seduta, venditrici di fiori e candele e un odore forte di incenso. Poi all’interno c’erano aghi di pino e candele attaccate al suolo. Varie persone pregavano nella loro lingua indigena ed in modo insolito; per esempio una signora continuava a camminare avanti ed indietro sulle proprie ginocchia, lo stava già facendo quando sono entrata e non l’ho vista fermarsi nemmeno uscendo.

Chichicastenango (64)

Infine, abbiamo attraversato il lago e siamo andati a S. Pedro de la Laguna, un altro paesino indigeno con molte influenze hippie. Qui, inoltre, ci siamo rincontrati con i nostri amici Riccardo ed Annalise.

San Pedro la Laguna (33)

Muoversi in Chicken bus in Centro America. In gergo turistico, vengono chiamati “chicken bus” gli autobus pubblici che circolano in Centro America. Ma se chiedi ad un locale, dubito sappia di cosa stai parlando. Per loro sono autobus e basta. Tecnicamente si tratta di ex bus scolastici americani riutilizzati qui per il trasporto urbano ed interurbano. Sono particolarmente caratteristici perché dipinti con colori sgargianti, disegni dei più disparati da ragazze sexy ad immagini sacre; inoltre sono addobbati con luci, frange, adesivi e quant’altro.. Probabilmente il nome deriva dal fatto che non c’è da stupirsi se salgono persone portando galline o qualsiasi altro tipo di merce. Infatti, tali autobus sono usati per spostarsi quasi totalmente da locali. Ad ogni modo, io non ho ancora visto galline a bordo ma sicuramente li ho visti sovraffollati e la gente portava borse e sacchi voluminosi e dai contenuti più vari. Ed è proprio alla nostra entrata in Guatemala, in Esquintla, che sono salita nel “chicken bus” che mi ha impressionato di più. Era talmente pieno che l’incaricato alla riscossione dei soldi dei biglietti è letteralmente salito sugli schienali dei sedili per fare il suo lavoro. Ha fatto questo insolito giro, da un estremo all’altro dell’autobus per varie volte. Inoltre, questa volta ci ha fatto pagare lo stesso prezzo dei locali, senza sovraprezzo per il fatto che eravamo turisti (cosa per l’appunto comune in questo tipo di bus in alcuni paesi come Nicaragua e Guatemala). Così guardando il rotondo signore che si arrampicava giusto sopra di me e pensavo: “Una di quelle scene che puoi vedere solo in America Latina”.

Chichicastenango (2)

Muoversi in shuttle con lo zaino in spalla. Entrati in centro America, fin da subito, abbiamo cominciato a vedere nei vari ostelli le offerte dei cosiddetti shuttle. Questi sono mezzi che ti portano da una città all’altra, direttamente da ostello ad ostello. Normalmente si prendono per questioni di sicurezza cioè soprattutto per evitare assalti lungo il tragitto. Ma normalmente costano varie volte tanto il bus pubblico. Noi abbiamo preso i primi 2 shuttle dopo 6 mesi di viaggio, in Guatemala: da Antigua a Lanquin e da Lanquin a Panajachel. Secondo la nostra esperienza, si può viaggiare tranquillamente anche in Centro America con i bus pubblici. Ma devo dire che prendere gli shuttle non è solo una questione di sicurezza, ma può essere anche conveniente se si fa un bilancio prezzo-tempo e qualità del viaggio. A volte, infatti, come nei casi sopracitati, la scelta dello shuttle ha velocizzato di gran lunga lo spostamento per un prezzo leggermente più alto. Chiaramente prima di scegliere o meno uno shuttle è preferibile, se si può, fare il giro di tutte le agenzie turistiche che lo offrono (che normalmente sono più economiche degli ostelli). E cercare di contrattare per abbassare i prezzo il più possibile. In questo modo noi abbiamo attenuto degli ottimi risultati.

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